Il Radon - tratto da www.radon.it

Il Radon e' un gas radioattivo inodore ed incolore che e' stato rinvenuto in molte abitazioni in numerose regioni d'Italia. Esso proviene dal decadimento radioattivo dell'uranio presente nel suolo e nell'acqua ed attraverso l'aria che respiriamo si fissa nei polmoni. Tipicamente il Radon esala dal suolo e penetra nelle abitazioni attraverso le microfratture presenti nelle murature e nelle fondazioni. Ogni abitazione puo' avere problemi di Radon. Tutte le maggiori organizzazioni di salute pubblica ad iniziare dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, auspicano un controllo del livello di Radon in ciascuna abitazione dal momento che indagini su larga scala, se anche consentono di individuare un trend, non forniscono indicazioni di dettaglio necessarie a programmare interventi strutturali di riduzione della concentrazione. Alcuni studi nell'ultimo decennio hanno dimostrato che l'inalazione di radon ad alte concentrazioni aumenta di molto il rischio di tumore polmonare. I risultati di tali studi supportano la tesi scientifica che il radon e' la seconda causa, in ordine di importanza dopo il fumo, del cancro ai polmoni. Allo stato attuale di conoscenza si hanno gli strumenti ed i mezzi per contrastare il Rischio Radon. Le autorità locali possono e devono ricoprire un ruolo essenziale. In questa sede si possono indicare tre approcci fondamentali:

  • 1) Migliorare la conoscenza della situazione del luogo riguardo i rischi legati alla presenza di radon attraverso la predisposizione di mappe di rischio;
  • 2) fornire informazioni alla gente, scientificamente corrette e prive di slogan allarmistici;
  • 3) incentivare economicamente le azioni di mitigazione, non appena il rischio sia stato identificato.

Cos'è il radon?
Il radon si forma in seguito alla disintegrazione dell'uranio, e la sua disintegrazione, a sua volta, dà luogo ad altri elementi radioattivi e infine al piombo, non radioattivo. In termini di classificazione chimica, il Radon è uno dei gas nobili, come neon, kripton e xeno. Il radon non reagisce con altri elementi chimici. Esso è il più pesante dei gas conosciuti (densità 9.72 g/l a 0 C, 8 volte più denso dell'aria). Il radon diffonde nell'aria dal suolo dai materiali da costruzione e, a volte, dall'acqua (nella quale può disciogliersi). In spazi aperti, è diluito dalle correnti d'aria e raggiunge solo basse concentrazioni. Al contrario, in un ambiente chiuso, come può essere quello di un'abitazione, il radon può accumularsi e raggiungere alte concentrazioni. La modifica del ns. Stile di vita rappresenta un altro importante fattore di esposizione; oggi infatti, rispetto ad un secolo fa, viviamo molto di piu' al chiuso ed in ambienti sempre meglio sigillati a fini di risparmio energetico. Secondo una stima della UE il cittadino europeo trascorre mediamente 22 ore al giorno in un ambiente confinato.
Piccola storia del Radon
Gli elementi radioattivi naturali sono presenti sulla terra dalla sua origine. Gli elementi a vita più breve sono gradualmente scomparsi. Gli elementi radioattivi a vita lunga che sono presenti nel nostro ambiente includono l'uranio, che dà origine al radon. La radioattività non fu scoperta che nel 1898, quando Marie Curie portò avanti le ricerche sulla radioattivita' naturale. Nel 1900, il fisico F. Dorn scoprì che i sali di radio producevano un gas radioattivo, il radon. In precedenza, nel sedicesimo secolo, Paracelso aveva notato l'alta mortalità dovuta a malattie polmonari tra i lavoratori delle miniere d'argento nella regione di Schneeberg in Sassonia (Germania). L'incidenza di questa malattia, in seguito conosciuta come malattia di Schneeberg, aumentò nei secoli diciassettesimo e diciottesimo, quando l'attività nelle miniere di argento, rame e cobalto si intensificò. Questa malattia fu riconosciuta come cancro ai polmoni nel 1879. Misure effettuate nel 1901 nelle miniere di Schneeberg rilevarono un'alta concentrazione di radon. Come risultato, fu presto lanciata l'ipotesi di un rapporto causa-effetto tra alti livelli di radon e cancro ai polmoni. Questa ipotesi fu rafforzata da più accurate misure del radon compiute nel 1902 nella miniere di Schneeberg e in altre, in particolare quelle di Jachymov in Boemia, da dove provenivano i minerali usati da Marie Curie. Nondimeno, questi dati non bastarono a convincere tutti, e alcuni scienziati ancora attribuiscono questi tumori ai polmoni ad altri fattori. L'attività nelle miniere di uranio fu intensificata dal 1940, ma i livelli di radon non furono misurati regolarmente che dal 1950. Esperimenti su animali compiuti dal 1951 dimostrarono la potenziale carcinogenità del radon per i polmoni delle specie testate. Rilevamenti epidemiologici tra i minatori di uranio, dalla metà degli anni sessanta, hanno infine confermato questo potenziale sull'uomo. Nonostante il premio Nobel per la fisica Ernest Rutheford aveva fatto notare sin dal 1907 che ognuno inala del radon ogni giorno, misure di radon non furono effettuate nelle case prima del 1956 (in Svezia). L'alto livello di radon rilevato in alcune case riscosse poco interesse in campo internazionale, perché il problema fu considerato esclusivamente locale. Soltanto 20 anni dopo si iniziarono studi sistematici su larga scala in numerose nazioni, che mostrarono che l'esposizione era generale e si potevano raggiungere livelli molto alti, comparabili a quelli delle miniere.
La Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica (ICRP) sottolineò quindi la vastità del problema per la salute pubblica e formulò specifiche raccomandazioni nella pubblicazione numero 65 del 1993. Le autorità locali, sostenute dalle autorità responsabili della salute pubblica, devono, anche ai sensi del recente disposto legislativo (dlgs 241/2000), valutare l'entità del problema alla luce dell'architettura locale e delle condizioni geologiche e predisporre la realizzazione di adeguate misure di prevenzione e di riduzione del rischio. Purtroppo il disposto legislativo 241/2000 ha validita' solo nei luoghi di lavoro con la consegueza che – il marito sul posto di lavoro per sei ore e' tutelato; la moglie a casa per 20 ore no !

Come si misura il Radon
Poiche' il RADON e' un gas incolore ed inodore, i suoi effetti non sono direttamente avvertibili dai sensi dell'uomo. Oggi e' possibile pero' risalire alla presenza di Radon principalmente con due tipi di dispositivi:
  • Rivelatori Passivi
  • Rivelatori Attivi.


Per Rivelatori Passivi si intendono tra l'altro, pellicole sensibili alla radiazione Alfa che si scalfiscono quando colpite dalla radiazione. Il numero delle tracce presenti sulla pellicola in funzione della superficie e del periodo di esposizione forniscono una buona indicazione della concentrazione di Radon nell'ambiente.
Tali rilevatori se esposti per non meno di un mese forniscono ottime indicazioni ad un prezzo accessibile a tutti . Nella Figura e' riportato il rilevatore Kodalpha, basato su pellicola Kodak LR115 consigliato da numerose agenzie di salute pubblica Internazionali a partire dalla Organizzazione Mondiale della Sanita'.
I Rilevatori attivi sono costituiti da dispositivi elettronici in grado di rilevare la presenza di Radon negli ambienti in continuo per ore, e giorni. I risultati sono piu' attendibili ma il costo per l'analisi e' piu' elevato; essi vanno usati per determinazioni accurate in genere laddove i rivelatori passivi hanno individuato concentrazioni preoccupanti di Radon. Il grafico mostra un andamento della variazione diurna/notturna della concentrazione di gas in una abitazione.

I Rischi, i Valori di Soglia e le Disposizioni Legislative
I rischi da inquinamento indoor da Gas Radon sono da ascrivere prevalentemente ai prodotti di decadimento che, essendo metalli pesanti tendono a legarsi al corpuscolato aereo; per questo motivi si fa spesso differenza tra rischi per Fumatori e per NON Fumatori. Infatti il particolato aspirato durante il fumo, si lega con particelle attive ed irradia i polmoni dall'interno dell'organismo provocando effetti di danno biologico maggiori. L'EPA (Agenzia Americana per l'Ambiente) definisce in 4 pCi/L (leggi 4 picocurie per litro) pari a 148 Bq/mc (leggi Bequerel per metro cubo) il limite oltre il quale e' consigliabile prevedere tecniche di riduzione del Radon. In Europa la Comunita' Europea ha determinato tale soglia in 200 Bq/mc per le nuove costruzioni e 400 Bq/mc per le abitazioni esistenti (Raccomandazione Euratom 143/90). In ogni caso la determinazione Europea non ha forza di Legge e pertanto tali limiti rimangono solo una indicazione consigliata. Recentemente la pubblicazione del Decreto Legislativo 241/2000 ha introdotto per la prima volta nella legislazione italiana il concetto di radioattivita' naturale prevedendo valori di soglia solo per gli ambienti di lavoro e gli uffici pubblici. Gli ambienti residenziali, ai sensi di legge, restano quindi per ora, fuori dal controllo del Decreto; e' possibile però chiedere il certificato Radon alle Scuole ed al datore di Lavoro.

La situazione in Italia
Nei primi anni novanta l'Enea e l'Istituto Superiore di Sanita' hanno condotto, su richiesta della Organizzazione Mondiale della Sanita', uno screening nazionale per la conoscenza della esposizione media al radon dei cittadini italiani. I risultati di tale ricerca indicano una concentrazione media di 77 Bq/mc con la distribuzione riportata in figura: Nella pubblicazione RADON della WHO (World Health Organization) Regione Europa sono tra l'altro riportate le indicazioni sul numero di misure ed ai risultati relative alle altre nazioni della CE come mostra la Tabella seguente.

 

Le Concentrazioni Medie
Nazione Abitanti Milioni Numero Misure Media Bq/m3
Austria 8 3.499 75
Francia 56.9 6.878 68
Rep. Ceca 15.6 75.000 140
Germania 85 7.500 50
Svezia 8.4 350.000 108
Inghilterra 57 270.000 20
Italia 56.8 4.800 77

Fonte: European Commission DG XII, NRPB – OMS Regione Europa


Dalla analisi dei dati sulle misure effettuate dalle Istituzioni di Sanita' Pubblica Europee, risulta evidente come alcuni Paesi con un numero modesto di abitanti , abbia svolto un numero di controlli incomparabilmente piu' grande. Ad esempio in Svezia, a fronte di una popolazione di 8.4 milioni di abitanti, il numero di controlli eseguiti e' di 350.000 cioe' 1 misura ogni 24 abitanti . Se ne deduce che il valore medio di quel Paese ha una attendibilita' elevata. In Italia invece il numero di controlli eseguiti e' solo di 4800 a fronte di una popolazione di 56.8 milioni di abitanti cioe' pari ad 1 misura ogni 11.800 abitanti (senza contare che alcune regioni non sono state oggetto di controlli). Il risultato e' che il valore medio del ns. Paese di 77 Bq/m3 e' solo una indicazione generica e per molti versi fuorviante.

Come riduco i livelli di concentrazione
Elevati livelli di concentrazione possono essere ridotti con opportune modifiche strutturali dell'edificio. In Italia queste tecniche sono ancora pressocche' sconosciute ma non tarderanno ad essere utilizzate per la sempre maggiore attenzione che si presta nella realizzazione di edifici Bio-Compatibili. In linea di principio le tecniche di riduzione di basano sulla ventilazione ed aspirazione naturale o forzata dell'aria come mostra la figura. Esse vanno comunque differenziate in funzione della tipologia costruttiva e delle caratteristiche geologiche dei suoli di fondazione. La nostra Societa', pensando ai progettisti ed ai proprietari di immobili che desiderano intervenire per la mitigazione delle concentrazioni indoor di Gas Radon, ha realizzato un Manuale tecnico di Rilevamento e Bonifica in Cd-Rom; se stai pensando di ristrutturare la tua abitazione pensa a farlo per renderla anche RADON FREE. Per maggiori informazioni e consulenze visita il sito www.radon.it.

I Materiali da Costruzione
La componente della concentrazioni indoor complessiva nelle case italiane, relativa ai materiali da costruzione e' piu' rilevante che in altre nazioni. In molte regioni infatti costruire in tufo e' una prassi secolare motivata da indubbi vantaggi di coibentazione. Senza le necessarie accortezze pero' il tufo come materiale puo' rappresentare una componente consistente dell'inquinamento da Radon. Anche su tale aspetto dell'edilizia esiste una norma, la 106/89, che prevede controlli sui materiali da costruzione e che a distanza di oltre 20 anni dalla promulgazione e' totalmente disattesa. A titolo di esempio si riportano i dati delle concentrazione di Radionuclidi nelle Pietre Ornamentali tratto da “Il Radon nella Casa - di U. Facchini, Gianluigi Valli, R. Vecchi - Ist. di Fisica Gen. Applicata - Universita' di Milano - Maggio 1999

Pietra Ornamentale
Tipo
Prov.
Ra-226 Bq/Kg
Th-232 Bq/Kg
K-40 Bq/Kg
MONTE BIANCO Gneiss AO 166 86 832
PIETRA DI LUSERNA Gneiss CN 125 114 1276
ROSA BAVENO Granito NO 65 63 1100
SIENITE DELLA BALMA Sienite VC 375 339 1390
SIENITE GRIGIA A GRANA FINE Sienite VC 364 256 1264
GRANITO ROSATO S. PAOLO CERVO sienite VC 239 189 1206
GRANITO BIANCO DI CAMPIGLIO sienite VC 269 173 1181
ARDESIA Ardesia GE 46 47 924
TONALITE Gneiss SO 30 26 498
PORFIDO DI ALBIANO Porfido TN 51 71 1476
PORFIDO Porfido BS 39 54 1164
NUVOLERA Marmo BS 2 <O.3 < 3
BIANCO CARRARA Marmo MS 3.9 <O.3 4.2
PEPERINO ROSATO Peperino VT 124 162 1351
PEPERINO GRIGIO Peperino VT 121 160 1340
BASALTINA Basalto VT 498 712 2354
TRAVERTINO Travertino RM O.5 <0.2 <2
MARMO Marmo MS 1.5 <O.2 <2

Cosa fare se si pensa di acquistare/vendere una abitazione
A) SE LA ABITAZIONE E' GIA' STATA CONTROLLATA PER L'INQUINAMENTO DA RADON.
Se stai pensando di acquistare o vendere la tua abitazione chiedi o fornisci il tuo certificato di analisi Radon. Verifica che il certificato di analisi risponde ai requisiti di qualita' previsti per la certificazione. Si puo' richiedere un nuovo controllo specialmente se: Il certificato non risponde ai requisiti di controllo qualita'; La abitazione e' stata modificata dopo il test; Si prevede di utilizzare come abitazione residenziale anche i piani bassi;
B) SE LA ABITAZIONE NON E' GIA STATA CONTROLLATA
Fai il test appena possibile e comunque prima di venderla/acquistarla. Dovrebbero essere controllati specialmente i piani bassi adibiti ad abitazione residenziale.
Miti e Fatti
IL TEST PER LA DETERMINAZIONE DEL RADON E' COSTOSO E DIFFICOLTOSO.
Cio' e' completamente falso. Il test costa poco ed e' eseguibile direttamente da chiunque con i rivelatori passivi.
IL RADON COLPISCE SOLO ALCUNI TIPI DI ABITAZIONI.
Falso. Il Radon puo' essere presente in tutti i tipi di abitazioni stratificandosi in piu' livelli a seconda delle correnti d'aria.
LE ABITAZIONI CON PROBLEMI DI RADON NON POSSONO ESSERE BONIFICATE.
Falso. Tutte le abitazioni con problemi di Radon possono essere bonificate utilizzando tecniche e materiali idonei.

Bibliografia e Riferimenti Legislativi
WHO – World Health Organization – Regional Office for Europe – Radon – 1996
IPSN – Institut de protection et de surete nucleaire - Le Radon – 1998
EPA – Enviromental Protection Agency – Radon measurement in Schools – 1993
BRE – Building research establishment – Radon: guidance on protective measure for new dwellings – 1999
SRPI - ERRICCA – Swedish Radiation Protection Institute – European Research into Radon in Construction Concerted Action – Radon Legislation and National Guidelines – 1999
Regione Lombardia – Circolare sanita 103/san – 1991
Decreto Legislativo 241/2000 in G.U. n. 203 del 31/8/2000 di recepimento della Direttiva 96/29 Euratom
Raccomandazione 90/143/Euratom del 21/2/1990 in Guce N. L 80/26 del 37/03/1990
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